Guerra

Siamo disarmati: il grande inganno

Vi sto per raccontare qualcosa che non riuscite neanche a immaginarvi. Potete seguire chi volete: i commentatori con i capelli bisunti vestiti da pagliacci, oppure gli economisti fuffarolij che non sanno confrontare le economie di due paesi culturalmente e socialmente agli opposti, ma vomitano sentenze sulla capacità di questi di far fronte a eventuali situazioni belliche.

E non vi aiuteranno nemmeno i sedicenti analisti militari super specializzati bambini prodigio, che non hanno mai pensato di dirvi quello che vi sto per dire io, semplicemente perché non si sono mai fatti queste domande. Per non parlare degli esperti di geopolitica, intenti a ragliare manco loro sanno di cosa.

Quindi? Tutti coglioni? Sì. Tutti coglioni.

Mi dispiace se suona arrogante, ma è l’amara verità.

Siamo fottuti

Militarmente parlando. Non esistiamo. Ecco qui il centro del discorso. L’Europa non ha forze armate. Non ci sono.

Intuitivamente potreste pensare che la Germania sia armata fino ai denti, che lo sia la Francia, che l’Italia si difenda bene e che nel complesso, essendo questi paesi anche membri della NATO, abbiano una capacità militare per lo meno sufficiente a salvare non dico il culo, ma la faccia.

Eppure dai “dati ufficiali”, quelli che tutti prendono come riferimento, non siamo messi così male. Prendiamo per esempio il numero di carri armati nel mondo, e facciamo uno sforzo usando questo dato come se fosse rappresentativo dell’intera situazione.

L’Europa si difende bene, vero? No. Il dato è palesemente falso. Guardate quei carri aramati come sono distribuiti all’interno dei diversi paesi europei.

Non notate niente? I paesi europei più poveri, come Romania, Polonia, Bulgaria e Grecia, hanno il maggior numero di carri armati. Mentre potenze economiche come Francia, Germania e Italia faticano a mantenerne un quinto dei loro.

Come è possibile?

I paesi con più carri armati sono quelli che spendono di meno in difesa! La spiegazione è semplice, e basta andare a vedere quali carri sono quelli posseduti da paesi come la Romania o la Bulgaria. Prendiamo per esempio la Romania.

Il numero nella sigla che dà il nome al carro identifica l’anno di progettazione. Questo significa che il T-72 è un carro di concezione del 1972, e il TR-85 è un carro del 1985. Sono mezzi vecchissimi, che oltretutto probabilmente sono rimasti parcheggiati nei depositi per decenni, e oggi sono ruggine. Forse non esistono neanche più.

Eh ma allora vale anche per i numeri della Russia!

No, perché vi ho mentito. Quando vi ho mostrato i numeri dei carri armati dei diversi paesi alla Russia avevo già scorporato i mezzi più vecchi, altrimenti la situazione sarebbe stata la seguente.

E vista in questi termini, il paragone non è più molto rassicurante. Ma almeno con questo grafico stiamo confrontando numeri uniformi: i numeri dei mezzi a disposizione, gonfiati dal considerare anche quelli che sono, di fatto, inutilizzabili.

Vi ho incuriositi? Il tema è molto complesso, e qui ve l’ho semplificato per farlo entrare in una newsletter, tuttavia l’ho analizzato con dovizia di dettagli in un video molto importanteAndate a vederlo, ma soprattutto diffondetelo a quante più persone possibili. Gli italiani devono conoscere lo stato reale delle cose.

Dobbiamo sapere di essere indifesi e disarmati.

Aiutami a continuare il mio lavoro

Se la newsletter, il Pantoprazolo, il Bugiardino e gli altri format sono di tuo gradimento (e se ti va e puoi farlo) potresti decidere di supportare il mio lavoro.

Posso fare tutto questo grazie a voi che mi sostenete. E per sostenermi ci sono molti modi.

Puoi abbonarti alla newsletter scegliendo un piano a pagamento.

In alternativa puoi abbonarti al Canale YouTube, o semplicemente donare su PayPal all’indirizzo cedipeggio@andrealombardi.it, oppure con un bonifico all’IBAN LT313250022724749783 (BIC REVOLT21) intestato ad Andrea Lombardi.

Preferisci donare in Bitcoin? Ecco il mio wallet: 3EUiEdNMakRm2gqVLi16wbyzPp1vwRDQsc

Grazie per il prezioso supporto.

Andrea Lombardi

Sono l'autore, ideatore e progettista di questo sito web e della maggior parte dei suoi contenuti. Il mio mestiere è realizzare su YouTube video di approfondimento giornalistico. Tutti i giorni.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *